Contratti nulli e contratti annullabili

La nullità di un contratto determina il venir meno di tutti gli effetti da esso prodotti, come se lo stesso non fosse mai venuto ad esistenza.
Il contratto è nullo:

a)     quando è contrario a norme imperative;

b)     quando difetta di uno dei requisiti indicati dall’articolo 1325 c.c., cioè 1) l’accordo delle parti, 2) la causa, 3) l’oggetto, 4) la forma, se prescritta sotto pena di nullità;

c)      quando la causa o i motivi siano illeciti;

d)     quando l’oggetto del contratto è impossibile, illecito, indeterminato o indeterminabile;

e)     in tutti gli altri casi previsti dalla legge.

La nullità parziale di un contratto o la nullità di singole clausole importa la nullità dell’intero contratto, se risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto.
Salvo diverse disposizioni di legge, la nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse o può essere rilevata d’ufficio dal giudice. Il contratto nullo non può inoltre essere convalidato, salvo che la legge non disponga diversamente, può invece produrre gli effetti di un contratto diverso, del quale contenga i requisiti di sostanza e di forma, qualora, avuto riguardo allo scopo perseguito dalle parti, debba ritenersi che esse lo avrebbero ugualmente voluto pur conoscendone la nullità.

L'annullabilità è invece un'anomalia di minore gravità rispetto alla nullità. Il contratto annullabile produce tutti gli effetti di un contratto valido, ma questi possono venire meno se viene fatta valere con successo l'azione di annullamento.
Il contratto è da ritenersi annullabile nei seguenti casi:

1.     se una delle parti era legalmente incapace di contrattare (ad es. perché minorenne o perché al momento in cui gli atti sono stati compiuti era, anche transitoriamente, incapace di intendere o di volere;

2.     se il consenso fu dato per errore quando questo è essenziale ed è riconoscibile dall’altro contraente;

3.     se il consenso fu estorto con violenza, anche se esercitata da un terzo;

4.     se il consenso fu carpito con dolo, quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe prestato il suo consenso.

L’annullamento del contratto può essere domandato solo dalla parte nel cui interesse è stabilito dalla legge. Solo l’incapacità del condannato in stato di interdizione legale può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse.
L’azione di annullamento si prescrive in cinque anni, al contrario l’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione salvo casi specifici previsti dalla legge. Quando l’annullabilità dipende da vizio del consenso o da incapacità legale, il termine decorre dal giorno in cui è cessata la violenza, è stato scoperto l’errore o il dolo, è cessato lo stato d’interdizione o d’inabilitazione, ovvero il minore ha raggiunto la maggiore età, negli altri casi il termine decorre dal giorno della conclusione del contratto.
Il contratto annullabile può essere convalidato dal contraente al quale spetta l’azione di annullamento, mediante un atto che contenga la menzione del contratto e del motivo di annullabilità e la dichiarazione che s’intende convalidarlo. Il contratto è pure convalidato, se il contraente al quale spettava l’azione di annullamento vi ha dato volontariamente esecuzione conoscendo il motivo di annullabilità. L’annullamento che non dipende da incapacità legale non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di annullamento.