Risoluzione e rescissione del contratto

  La rescissione del contratto può chiedersi per anomalie verificatesi al momento della conclusione dello stesso ed in particolare

-          perché concluso in stato di pericolo

-          oppure perché la sua conclusione ha cagionato una lesione ad uno dei contraenti.

Per esperire l'azione di rescissione del contratto concluso in stato di pericolo devono sussistere due condizioni: lo stato di pericolo in cui versava uno dei contraenti o altra persona, al momento della stipula e l'iniquità delle condizioni a cui il contraente più debole ha dovuto soggiacere.
Per avere invece rescissione per lesione devono sussistere: una forte sproporzione tra la prestazione di una parte e quella dell'altra, tale che il valore di una prestazione sia almeno la metà di quello dell’altra e l'approfittamento dello stato di bisogno in cui versava la parte danneggiata.

La risoluzione del contratto si ha invece per motivi che sopravvengono alla conclusione dello stesso, essi sono:  

-     l’inadempimento di una delle parti;

-          l’impossibilità sopravvenuta ad adempiere alla prestazione;

-          l’eccessiva onerosità sopravvenuta;

-          la risoluzione di diritto, solo nei casi espressamente previsti dalla legge.

La risoluzione di diritto si può ottenere nei seguenti casi:

-          quando il contratto contenga una "clausola risolutiva espressa", cioè quando i contraenti convengono espressamente che il contratto si risolva nel caso in cui una determinata obbligazione non sia adempiuta secondo le modalità stabilite;

-          quando sia previsto un termine essenziale per adempiere e questo scada senza che la prestazione sia stata adempiuta;

-          se la parte non inadempiente richieda l'adempimento dell’altra mediante diffida ad adempiere.