Condizioni per ottenere il divorzio

Lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (c.d. divorzio) può essere domandato da uno dei coniugi (art. 3 L. 898/70):

A)    quando, dopo la celebrazione del matrimonio, l'altro coniuge è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, anche per fatti commessi in precedenza:

    1. all'ergastolo ovvero ad una pena superiore ad anni quindici, anche con più sentenze, per uno o più delitti non colposi, esclusi i reati politici e quelli commessi per motivi di particolare valore morale e sociale;

    2. a qualsiasi pena detentiva per il delitto di cui all'art. 564 del codice penale e per uno dei delitti di cui agli articoli 519, 521, 523 e 524 del codice penale, ovvero per induzione, costrizione, sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione;

    3. a qualsiasi pena per omicidio volontario di un figlio ovvero per tentato omicidio a danno del coniuge o di un figlio;

    4. a qualsiasi pena detentiva, con due o più condanne, per i delitti di cui all'art. 582, quando ricorra la circostanza aggravante di cui al secondo comma dell'art. 583, e agli articoli 570, 572 e 643 del codice penale, in danno del coniuge o di un figlio.

    B) quando:

    1. il giudice competente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio accerta l'inidoneità del convenuto a mantenere o ricostituire la convivenza familiare nonostante sia stato assolto per vizio totale di mente da uno dei delitti previsti nelle lettere b) e c) sopracitate;

    2. il giudice competente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio ritiene che nei reati commessi sussistano le condizioni di punibilità dei delitti stessi, nonostante l’imputato sia stato assolto per estinzione dei reati di cui alle lettere b) e c) del numero 1);

    3.  l'altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all'estero l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto all'estero nuovo matrimonio;

    4. il matrimonio non è stato consumato;

    5. è passata in giudicato sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso a norma della L. 14.4.1982, n. 164;

    6. è stata pronunciata, con sentenza passata in giudicato, la separazione giudiziale dei coniugi, oppure è stata omologata la separazione consensuale, purché siano trascorsi almeno tre anni dalla avvenuta comparizione degli stessi innanzi al Tribunale.

E’ proprio quest’ultima la condizione più ricorrente per la quale viene chiesto il divorzio.